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lunedì 12 maggio 2014

Gucci - The Fringe - Storyboard

Non è un vero commercial. È uno di quei "film" che ormai si usano sulle piattaforme alternative, nei circuiti e negli eventi di settore. Il mondo del Fashion è in continua evoluzione: stanno nascendo festival di Cinema Fashion... e io odio lavorare nel Fashion.
In Gennaio ho rischiato di rovinare un rapporto di lavoro con un producer durato più di un decennio, per colpa di un regista fashion. Questo lavoro però risale a Ottobre: un mattina prendiamo il treno e ci rechiamo nella Gucci Farm (la chiamano così) di Firenze, riunione con l'art director e di corsa a produrre 40 disegni da mostrare a Frida Giannini, una delle donne più potenti del globo... il globo fashion.
Il problema è che non lavori col regista: lavori con l'art e tanto il regista non è un vero regista, ma uno che viene dallo scatto fotografico (fashion), che tradotto in italiano significa che non ne capisce una mazza di regia, ma sono tutti preoccupatissimi per come presentare la borsa, quale modella scegliere, quanto i miei scarabocchi dovranno raccontare il mondo Gucci. Nessuno si preoccupa del fatto che uno shootingboard servirebbe ad altro. Pranzo insieme a un paio  di modelli minorenni, che parlano tre o quattro lingue e hanno una materia grigia verginissima. Mi preoccupo un po' per loro, chissà che vita faranno... povero illuso (parlo di me ovviamente). Cerco di non litigare con le "assistenti sceme", quelle che prima o poi incroci nel mondo fashion e che mi fanno venir voglia di farmi esplodere in mezzo ai modelli con cui ho pranzato: pezzi di efebi che volano a rallenty come in Zabriskie Point ma senza i Pink Floyd, perché sono troppo poco fashion. Finisco il lavoro e prendo il treno, lasciandomi alle spalle tutto ciò che è fashion.

Se volete vedere il film in una fashionaggine più HD, cliccate qui.





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